Una giornata diversa conoscendo, osservando e toccando con mano alcune delle attività di European Research Institute. E’ quella che hanno potuto e, soprattutto, voluto vivere una ventina di dipendenti di Intesa Sanpaolo che a metà luglio hanno trascorso un’intera giornata con noi, scoprendo nel dettaglio le nostre attività in campo sociale, con i richiedenti protezione internazionale, e in campo ambientale, scoprendo i dettagli spedizione di agosto 2016 nel Passaggio a Nord Ovest – cui E.R.I. ha partecipato tramite Franco Borgogno – e mettendosi alla prova con le nostre attività nel campo della sensibilizzazione e la ricerca sui rifiuti di plastica che infestano l’acqua di tutto il mondo.

Il 12 e 13 luglio, (altro…)

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"Un mare di plastica": ecco il libro

Era estate, anche se le temperature erano diverse decine di gradi sotto lo zero, quando Franco Borgogno si è unito – in rappresentanza di E.Ri.I. – alla spedizione scientifica organizzata dal 5 Gyres Institute di San Francisco, nel Mar Glaciale Artico: partenza da Kangerlussuaq (Groenlandia), arrivo a Cambridge Bay (Canada). Quindici giorni passati a documentare il lavoro di ricerca, raccolta e analisi volto a studiare la presenza di microplastiche nelle acque degli oceani.

É da circa quindici anni che (altro…)

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L’otto e nove maggio lo European Research Institute Onlus ha promosso e realizzato il workshop “Le Cliniche Legali e l’accesso alla giustizia – Il caso del Libano”, nell’ambito del progetto europeo  Support to Legal Aid in Lebanon. Gli incontri si sono svolti presso la Sala Multimediale della Regione Piemonte, in corso Regina Margherita 174 a Torino e sono stati aperti da Monica Cerutti, assessore regionale alle Politiche Giovanili, Diritto allo Studio Universitario, Cooperazione Decentrata Internazionale, Pari Opportunità, Diritti Civilie Immigrazione.

Garantire l’accesso alla giustizia: questo il macro-tema che ha dato il titolo al primo dei due giorni di incontri. I lavori, introdotti e moderati da Iskender Forioso, presidente di ERI Onlus, sono cominciati con l’intervento dell’avvocato libanese George Fiani, in rappresentanza della Beirut Bar Association, il quale ha introdotto lo stato dell’arte relativo all’avanzamento del progetto e più in generale sulle condizioni attuali che riguardano l’accesso ai supporti legali nel Paese del Vicino Oriente.

Durante ognuno dei panel realizzati si è verificato un proficuo dibattito tra il pubblico, i professionisti intervenuti e la delegazione libanese (alla quale ha preso parte anche Karim El Mufti, professore universitario, ricercatore Senior in Scienze Politiche, Diritto Internazionale e Public Policy presso l’università La Sagesse di Beirut).

Successivamente è stato realizzato un focus group sulla situazione italiana con particolare riferimento al tema dell’immigrazione e l’accesso alla giustizia; argomento quantomai sentito e importante anche dai partner libanesi, soprattutto in considerazione delle forti e costanti migrazioni dalla Siria, in particolare dal 2012 a oggi.

L’avvocato Maurizio Veglio ha illustrato il funzionamento delle attività di sostegno legale ai soggetti richiedenti protezione internazionale in Italia e raccontato come sia organizzata la Human rights e Migration Law Clinic di Torino. Si tratta di uno specifico programma congiunto di formazione giuridica tra l’Università di Torino, l’Università del Piemonte Orientale di Alessandria e l’International University College di Torino (IUC) nel campo dell’immigrazione. La partecipazione degli studenti prevede un seminario metodologico di introduzione ad alcuni temi rilevanti di diritto dell’immigrazione e d’asilo, oltre che  lo svolgimento da parte degli studenti stessi di alcune attività pratiche. Tali attività comprendono la partecipazione all’assistenza legale dei migranti o richiedenti asilo (Refugee law clinic).

In seguito, l’attenzione dei lavori si è concentrata sull’assistenza specifica destinata alle donne vittime di tratta ai fini dello sfruttamento sessuale.  L’avvocato Alessandra D’Angelo ha tratteggiato le linee guida che regolano l’accesso alla giustizia per questo delicatissimo tipo di utenza mentre la dottoressa Paola Finzi ha  portato all’attenzione del pubblico intervenuto in sala il caso di studio relativo ad un progetto attualmente in corso e promosso da ERI Onlus su questo stesso argomento, approcciato e condotto secondo la collaborazione multidisciplinare delle professionalità impegnate, a cominciare dal supporto psicologico e dalla mediazione interculturale.

Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sul tema dell’accesso alla giustizia e i minori. L’avvocato Antonina Scolaro, socia fondatrice della Associazione Italiana Avvocati in Diritto di Famiglia e Minori, ha condotto il proprio intervento focalizzandosi sulla collaborazione tra i legali e gli psicologi.

Ha chiuso i lavori l’avvocato Roberto Trinchero, presidente della Camera Penale del Piemonte e della Valle d’Aosta,  il quale ha posto l’attenzione del suo discorso sull’accesso alla giustizia declinato agli istituti di pena. In particolare si è ragionato sulla “separazione delle carriere” dei magistrati e sul tema della presunzione d’innocenza.

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Il Pakistan e il calcio...per vincere domani!

La squadra di calcio del Pakistan nacque nel 2015 dalla richiesta che un terzetto di ragazzi fece agli operatori di E.R.I.: “Ci siamo anche noi, pakistani che amiamo il calcio più del cricket; siamo pochi ma ci siamo, ci aiutate?”. Era la vigilia del Balon Mundial, l’impegno dell’associazione (e dei ragazzi) fece assemblare una squadra intera in un paio di giorni, un fundraising straordinariamente rapido ed efficace procurò le divise per la squadra, e via, al torneo “per stranieri” più prestigioso di Torino.

I risultati sul campo non furono certo positivi, ma era un battesimo del fuoco; ora, il gruppo si è riformato, mantenendo e anzi ampliando al suo interno quel mix sociale che sin dagli inizi ne è stato caratteristica evidente, da quando venivano disputate amichevoli contro rifugiati di altra nazionalità o contro i disabili psichici in carico ai Servizi Sociali del Comune di Torino. La “nuova” squadra è formata interamente da pakistani, ma al suo interno ci sono studenti universitari e ragazzi privi di qualunque scolarizzazione, giovani rampolli di buona famiglia e rifugiati dai percorsi difficili; il tutto sotto la guida di un rifugiato africano, del Gambia, ospite (l’unico di tutta la squadra!) del progetto “Welcome” di E.R.I..

L’associazione ha stipulato una partnership con l’a.s.d. Unicorno Style, grazie alla quale i ragazzi possono usufruire una volta alla settimana del campo “Regaldi” per i propri allenamenti. Ma soprattutto, è ripartita l’attività agonistica: la squadra del Pakistan è stata infatti iscritta da European Research Institute al 12° torneo “Con gli Altri”, dove affronterà Senegal, Marocco e varie rappresentative del mondo torinese dell’integrazione. I primi risultati sono stati finalmente confortanti, ma l’obiettivo è di medio termine: “vincere domani”, ossia partecipare alla prossima edizione di Balon Mundial, con il fine dichiarato di…segnare almeno un gol!

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“ORTIALTI” E LE API: LA CAMPAGNA È IN CITTÀ

Ben 6 realtà attive nel sociale si sono sedute allo stesso tavolo per costruire una piccola cosa buona. “Buona” in ogni suo aspetto e significato: da quello ambientale, a quello sociale, passando per quello urbano, per finire al significato letterale, quello del sapore.
L’associazione OrtiAlti ha installato serre e coltivazioni sui tetti delle Fonderie Ozanam, l’antico stabilimento industriale dove la cooperativa Meeting Service conduce le proprie attività di formazione (nonché il ristorante); nello stesso complesso, Casa Ozanam è l’ostello dove European Research Institute ospita ragazzi richiedenti asilo, di nazionalità pakistana, nel loro percorso di accoglienza all’interno del progetto “Welcome”.

La sinergia fra questi attori si è arricchita dell’intervento dell’associazione GAPS con la quale, tramite ENAIP Piemonte, sono state finanziati tre tirocini lavorativi per altrettanti ospiti della struttura. Due di questi seguiranno i lavori presso gli OrtiAlti: un ragazzo si occuperà delle coltivazioni in senso stretto, forte della sua lunga esperienza di agricoltore maturata in Pakistan, mentre un secondo (laureando presso il Politecnico di Torino) sarà più dedito all’organizzazione e alla supervisione dei lavori.

Il terzo ragazzo vede invece la partecipazione del quinto attore sul palcoscenico (sui tetti) di Ozanam: l’associazione Parco del Nobile, che mette qui a disposizione la consolidata abilità nel settore dell’apicoltura. Un ragazzo richiedente asilo di nazionalità ghanese si occuperà (previa formazione effettuata negli scorsi mesi) di lavorare con le api, gestire le arnie, fino ad arrivare alla smielatura, per un prodotto dalla grande resa e dall’alta qualità.

European Research Institute si pone così al centro di un progetto dalle molte sfaccettature: un ex stabilimento industriale diventa teatro di un recupero dell’agricoltura, un pezzo di quartiere finito ai margini che rinasce tramite un’attività ormai lontana dai pensieri e dagli occhi di chi nasce e cresce fra le strade di città. Non a caso, fine ultimo di tutto il progetto è far sì che gli OrtiAlti vedano presto realizzate visite, attività ludico-formative, e didattica.

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Un mare di plastica all'International Festival di San Francisco

Il ‘corto’ 5 Gyres Arctic Expedition che abbiamo realizzato con Franco Borgogno (montaggio di Gianluca Vitale) sulla spedizione di agosto 2016 nel Passaggio a Nord Ovest è stato selezionato per il concorso finale all’International Film Festival di San Francisco, svoltosi dal 9 al 12 marzo.

Gli applausi del pubblico e molte valutazioni positive da parte degli esperti e degli altri film maker presenti hanno accolto la proiezione del nostro documentario, sabato 11 marzo.

Un grande risultato per l’impegno di European Research Institute nel campo della citizen science e della divulgazione per quello che riguarda i rifiuti di plastica nei mari di tutto il mondo e l’Ocean Literacy.

MINIDOC

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Al via il progetto rACCOGLIAMO

Trasferire competenze in campo agro-zootecnico ai soggetti svantaggiati e alle categorie vulnerabili. È questo l’obiettivo di rACCOGLIAMO, progetto inaugurato agli inizi di marzo che consiste in un percorso formativo di training on the job incentrato sulla condivisione di competenze tra i residenti locali, per lo più anziani, e i soggetti destinatari: 5 giovani stranieri richiedenti asilo presenti nelle strutture di accoglienza del Comune di Solero e 5 persone del paese senza occupazione.

L’iniziativa, sviluppata da Eri in collaborazione con l’associazione “Amici di Solero”, da anni radicata sul territorio, e la parrocchia di San Perpetuo,  prevede diversi tipi di attività: l’allevamento di pollame, la produzione di compost e la coltivazione di ortaggi scelti in base alla stagionalità. Grazie alla stretta collaborazione con gli “Amici di Solero” e la Parrocchia è stato possibile coinvolgere anziani coltivatori locali, membri dell’associazione o parrocchiani, con funzioni di tutoring e mentoring a supporto dei destinatari del progetto. Per la realizzazione del progetto, il Comune di Solero ha messo a disposizione, a titolo gratuito, i terreni necessari alla coltivazione degli ortaggi, dell’allevamento del pollame e alla produzione dell’humus (la cosiddetta lombricoltura).

I giovani coinvolti nel progetto sono in prevalenza di origine centro-africana e hanno un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Oltre a loro, prenderanno parte al progetto anche individui appartenenti alle fasce più deboli della comunità locale.

rACCOGLIAMO nasce dalla volontà di offrire concrete possibilità d’inclusione e autonomia economico-sociale ai soggetti svantaggiati che vivono nel Comune di Solero: attraverso l’integrazione socio-lavorativa dei partecipanti, Eri intende promuovere nella popolazione una percezione migliorata della presenza straniera, affiancata dall’acquisizione di competenze professionalizzanti e da un approccio proattivo che vada ben al di là del mero assistenzialismo. Il coinvolgimento attivo della popolazione locale in tutte le fasi del progetto rappresenta un valido strumento di conoscenza e riconoscimento reciproco. Una parte dei prodotti agricoli e di allevamento derivanti dal progetto serviranno al sostentamento delle persone coinvolte, la parte restante verrà invece venduta su scala locale, nei mercati che si svolgono periodicamente nel territorio. Le competenze professionali acquisite dai beneficiari saranno spendibili nell’eventuale creazione di una micro-impresa sociale.

Se per alcuni dei soggetti coinvolti si tratta della prima esperienza professionale dall’arrivo in Italia, per altri rappresenta invece un modo efficace per entrare a far parte nel mercato del lavoro, tornando così a sentirsi parte attiva del tessuto sociale locale. La proposta progettuale è stata ideata e realizzata, secondo una logica di rete, in armonia con gli interventi già sviluppati da Eri sul territorio.

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