Terminate le attività del Progetto Secondo Tempo

Nei giorni scorsi sono terminati gli incontri di gruppo del progetto Secondo Tempo, promosso dalla Ciroscrizione 5 e realizzato da ERI presso i locali di via Foligno 14. Al termine del percorso, i primi riscontri sono stati nel complesso positivi poiché il gruppo di persone partecipanti (persone disoccupate over 45) ha consentito di lavorare con facilità, grazie alla capacità ed alla volontà, di mettersi in gioco da parte di tutti gli utenti coinvolti.

Il primo obiettivo è stato quello di rimotivare alla ripresa di quello che, insieme all’utenza, è stato definito come “il lavoro della ricerca attiva del lavoro” che, nella maggior parte dei casi, tutti gli intervenuti avevano smesso di agire o, perlomeno, facevano sporadicamente, in modo poco strategico, per nulla sistematico né ponderato. Ci si è concentrati sul far comprendere che la ricerca attiva del lavoro richiede impegno e, soprattutto, motivazione, quella motivazione che, nella maggior parte dei casi, aveva lasciato campo libero alla rassegnazione passiva di una situazione tanto sgradita quanto pericolosamente comoda, perché conosciuta. Per passare dalla rassegnazione ad una nuova motivazione, si è scelto di utilizzare proprio l’elemento del gruppo. Partendo dal racconto della propria vita professionale (e non solo), si è approdati all’individuazione, per ognuno dei partecipanti, di un progetto professionale possibile, che fosse l’adeguato connubio dei desiderata, delle esperienze, delle effettive possibilità e delle problematiche dell’hic et nunc.

Come secondo obiettivo ci si è concentrati sul modo di presentare se stessi, sul CV e sulla lettera motivazionale, ma anche sulle presentazioni vis a vis, in modo da simulare dei colloqui di lavoro il più realistici possibile, nei quali fosse a tutti ben chiaro il messaggio più opportuno da comunicare, la modalità con la quale far emergere i propri punti di forza, seppur nella consapevolezza dei propri punti di debolezza.
Ogni partecipante ha ricevuto un elenco dei luoghi strategici che il territorio mette a disposizione per la ricerca attiva del lavoro, cercando di personalizzare il più possibile tale elenco adattandolo al progetto professionale dei singoli e alle loro esperienze pregresse.

Grande attenzione si è poi data alla rete di relazioni, dedicando adeguata attenzione alle tecniche di networking che oggi, statistiche alla mano, sono a tutti gli effetti, lo strumento principale per la ricerca del lavoro, considerando che, nella stragrande maggioranza dei casi, chi trova lavoro oggi lo fa attraverso i canali di relazione informali. Il lavoro dell’orientatrice ha insistito in modo particolare su questo punto, anche quando gli utenti pensavano di non avere intorno a sé un network adeguato di conoscenze, facendoli riflettere su quante persone potenzialmente utili alla ricerca del lavoro si incontrano ogni giorno, senza pensare minimamente di attivare le nostre conoscenze al nostro scopo. A proposito di quest’ultima affermazione, il lavoro ha avuto come obiettivo anche quello di abbattere il pregiudizio secondo il quale attivare la propria rete di relazioni per la ricerca attiva del lavoro significhi ricercare la cosiddetta “raccomandazione” all’italiana e, ancor peggio, che le amicizie e le conoscenze possano sentirsi “sfruttate” da un agire le relazioni anche con un fine utilitaristico.

I partecipanti prendendo parte con costanza ai vari appuntamenti si sentono più intraprendenti e sicuri di sé, più consapevoli dei propri punti di forza e maggiormente capaci a valorizzarli, traguardi questi ottenuti grazie alla apposita metodologia dell’intervento, che ha previsto la specifica formulazione di obiettivi professionali personalizzati, oltre che la ricerca effettiva di potenziali datori di lavoro.

Avvio attività progetto Secondo Tempo

Lunedi 25 novembre 2019

 

Venerdì 22 novembre presso i locali di via Foligno 14 in uso a ERI onlus, ha preso l’avvio il progetto Secondo Tempo, destinato alle ricerca attiva del posto di lavoro per le persone disoccupate di età superiore ai 45 anni, residenti all’interno della Circoscrizione 5 (ente finanziatore) e/o attualmente in carico ai Servizi Sociali competenti e afferenti al Polo Inclusione Sociale – Distretto Nord-Ovest della Città di Torino. Nel complesso il gruppo di utenti segnalati dai Servizi Sociali è stato di una ventina in totale, una decina dei quali hanno effettivamente iniziato il percorso.
L’obiettivo principale del progetto è quello di aiutare le persone disoccupate ad uscire dallo stato paralizzante di isolamento sociale e scoraggiamento in cui sono precipitate attraverso diverse azioni sia individuali che di gruppo, con la realizzazione di un Job Club. Alla realizzazione delle attività in programma prende parte lo staff multidisciplinare di ERI, composto da responsabile di progetto, assistente sociale, orientatrice ed educatore professionale.
La prima fase progettuale (successiva a quelle preliminari di preparazione dello staff, delle attività da svolgere e della comunicazione interna al progetto), realizzata nel mese di novembre, è consistita nel colloquio individuale di accoglienza a analisi dei bisogni delle persone segnalate dai Servizi del suddetto Polo Inclusione Sociale – Distretto Nord-Ovest, seguita dal primo incontro di gruppo, con assegnazione del case manager di riferimento per ogni utente. A questo incontro hanno preso parte tutti i professionisti coinvolti e gli utenti concretamente interessati alla partecipazione.
Lo step successivo e attualmente in corso consiste nella realizzazione del Job Club, strutturato in dieci incontri collettivi (ogni venerdì pomeriggio con due incontri di un’ora e mezza ciascuno per settimana).

Il Job Club è condotto da un’orientatrice professionista con ampia esperienza nei percorsi di formazione ed è finalizzato all’apprendimento di modalità efficaci di ricerca del lavoro (che tra le altre azioni prevede la compilazione e attuazione metodica di un’apposita agenda, l’aggiornamento e la preparazione del CV e delle lettere d’accompagnamento, la simulazione dei colloqui di lavoro).

Parallelamente al lavoro di gruppo, ERI attraverso il progetto Secondo Tempo ha attivato una serie di consulenze individuali, complementari e non obbligatorie. Il singolo ha quindi la possibilità di scegliere in totale autonomia se usufruirne o meno. Queste consulenze consistono in cicli di incontri di sostegno psico-sociale ed educativo, promossi e realizzati dai professionisti preposti, facenti parte dello staff dell’associazione.

CESAD

La sicurezza alimentare in Gambia è ancora influenzata da numerosi fattori naturali e strutturali che condizionano la vita e la sussistenza dei piccoli agricoltori rurali, e i cambiamenti climatici continuano ad avere effetti sempre più gravi sulla produzione alimentare e sul regime nutrizionale dei gruppi più vulnerabili delle comunità rurali.   Per questo motivo la vision dietro il progetto CESAD è quella di trasformare il settore agricolo nella regione del Gambia chiamata North Bank in un’attività redditizia in grado di generare profitti per gli agricoltori e creare opportunità di lavoro per i disoccupati. Grazie all’aumento della competitività sostenibile dei piccoli…

Envelop “A” on agriculture: il lancio ufficiale

E’ avvenuto ieri il lancio ufficiale, con presentazione pubblica, dei progetti finanziati nell’ambito del programma “Envelop ‘A’ on agriculture for economic growth”, cofinanziato dall’Unione Europea.I temi e gli obiettivi delle azioni sono quelli di promuovere e fornire mezzi di sussistenza, nutrimento, e garantire la sicurezza alimentare nelle aree rurali del Gambia, un Paese ancora agli ultimi posti mondiali per rating di sviluppo umano (secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) e in cui European Research Institute opera da tempo. E proprio ERI è in prima fila nel lancio delle attività che verranno, rappresentato nell’occasione da Mauro Valdinoci; insieme…

SPLASH!

SPLASH! IL PRIMO PROGETTO EUROPEO CHE STUDIERÀ LA DINAMICHE DELLE
PLASTICHE IN PORTO

Milioni di tonnellate di plastica soffocano i nostri mari e oceani. Una presenza ingombrante che
danneggia la flora e la fauna marina rischiando di comprometterle nel futuro. Secondo la prestigiosa
rivista scientifica Plos One, nel Mediterraneo ne sono presenti almeno 230 milioni.
Capire se i porti siano i punti di partenza o di approdo delle microplastiche presenti in acqua,
studiandone quantità, tipologia, provenienza, dinamica e percorso, cercando di capire se portano con sé
anche altri inquinanti – come ad esempio i metalli – e con i dati ottenuti mettere a punto linee guida
trasfrontaliere finalizzate ad una migliore gestione del problema in grado di proteggere l’ambiente
marino sono gli obiettivi di SPlasH!, acronimo di Stop alle Plastiche in H2O!
Iniziato il 1 febbraio del 2018, il progetto, coordinato dall’Università di Genova, con European
Research Institute e Université de Toulon e finanziato dal Programma Interregg-Marittimo dell’Unione
Europea, terminerà il 31 gennaio 2020, il progetto prevede lo studio e l’analisi delle microplastiche
preenti nei porti di Genova, Olbia e Tolone.
Grazie a SPlasH! verranno analizzate le microplastiche sia galleggianti in superficie che presenti in
profondità, nella colonna d’acqua e nel fondale, per mettere in luce alcuni dati ancora inesplorati come
il loro movimento, l'incidenza quantitativa delle varie sorgenti dalla terra ferma al mare e la
distribuzione alle varie profondità in zone densamente antropizzate.


Per ottenere queste informazioni saranno effettuati rilevazioni e campionamenti delle acque e i dati
ottenuti aiuteranno, soprattutto le istituzioni e la comunità internazionale, a comprendere meglio come
e dove intervenire per ridurre l’impatto dell’inquinamento da plastica nell’ambiente marino.
Il progetto prevede anche il coinvolgimento diretto della popolazione, soprattutto dei più giovani per .
Saranno così organizzati momenti di divulgazione scientifica nelle scuole oltre che eventi per
sensibilizzare ad un uso più cosciente della plastica e aumentare la consapevolezza al riciclo. In
particolare, per gli studenti di ogni ordine e grado della Liguria è prevista la possibilità di partecipare
gratuitamente a una lunga serie di attività organizzate dai partner del progetto: momenti di divulgazione
in classe, con l'uso di strumenti multimediali e laboratori, ed esperienze dirette di osservazione,
campionamento delle acque e riconoscimento dei rifiuti in plastica durante le uscite organizzate nel
corso dell’anno scolastico.

Il Serious Game del progetto: 

http://interreg-maritime.eu/it/web/splash/progetto

Prende il via il progetto "GHIOTTO!"

“Ghiotto!” è un progetto di ERI Onlus che promuove e sviluppa la creazione di un’impresa sociale in cui saranno impegnate, attraverso percorsi di autonomia, soggetti inoccupati/disoccupati tra le quali persone con disabilità intellettive medio-lievi che si sviluperrà nelle province di Alessandria e Asti.
L’impresa sociale che nascerà si occuperà della produzione di prodotti da forno e della successiva vendita.
Il progetto è stato cofinanziato dalla Fondazione SociAL e vede la partnership dell’Agenzia Formativa ERI Educational e la collaborazione con i servizi sociali del territorio C.I.S.S.A.C.A. (altro…)

"GHIOTTO!"

“Ghiotto!” è un progetto di ERI Onlus che promuove e sviluppa la creazione di un’impresa sociale in cui saranno impegnate, attraverso percorsi di autonomia, soggetti inoccupati/disoccupati tra le quali persone con disabilità intellettive medio-lievi che si sviluperrà nelle province di Alessandria e Asti.
L’impresa sociale che nascerà si occuperà della produzione di prodotti da forno e della successiva vendita.
Il progetto è stato cofinanziato dalla Fondazione SociAL e vede la partnership dell’Agenzia Formativa ERI Educational e la collaborazione con i servizi sociali del territorio C.I.S.S.A.C.A.
Sono molte anche le realtà del tessuto produttivo e sociale del territorio che hanno deciso di aderire all’iniziativa per ospitare tirocini, formare i beneficiari del progetto e ospitare i prodotti presso i loro punti vendita tra cui SOMS “Olga Marchisio”.

Il progetto vuole andare oltre l’etichetta della disabilità e di quell’effetto che si può definire “effetto simpatia” che persone con disabilità possono generare, con l’obiettivo di lavorare non solo sull’impresa sociale e i suoi prodotti ma in particolare sull’autodeterminazione dell’individuo e sull’autonomia economica.
Sarà quindi importante la formazione frontale e sul campo rispetto alla produzione dei prodotti da forno e la commercializzazione dei prodotti e il successivo mentoring per la creazione dell’impresa sociale.
L’aspetto innovativo del progetto si inserisce proprio nella sua composizione mista in cui lavorano e cooperano insieme due categorie di beneficiari (disoccupati/inoccupati e persone con disabilità intelletiva medio-lieve), in un contesto in cui le competenze del singolo vengono valorizzate, anche al termine di un percorso di formazione in cui ognuno potrà valutare le proprie attitudini.
In particolare, la persona con disabilità non è più un soggetto passivo, ma un attore attivo del tessuto sociale imprenditoriale del territorio.